La barzelletta di Pierino che trasforma un brutto voto in una “vittoria” fa ridere tutti

Ridere è una delle attività più antiche e universali della nostra specie, eppure la scienza fa ancora fatica a spiegarne tutti i meccanismi. Secondo la teoria dell’incongruenza — la più accreditata — ridiamo quando ci aspettiamo qualcosa e otteniamo esattamente il contrario. Il cervello elabora uno schema logico, si prepara a una conclusione… e invece viene spiazzato. Quella piccola “scossa” cognitiva genera la risata. Non siamo soli in questo: anche i ratti, i cani e gli scimpanzé producono suoni simili alla risata durante il gioco, come ha dimostrato il neuroscienziato Jaak Panksepp. La differenza? Noi ridiamo anche delle parole, dell’ironia, del paradosso — e questo ci rende unici. Nella storia, l’umorismo ha sempre detto la verità camuffandola da scherzo: gli Antichi Romani, per esempio, facevano ironia sulle mogli, sui politici corrotti e sul denaro — temi che, a quanto pare, non tramontano mai. Marziale e Cicerone erano veri maestri del sarcasmo. Oggi non è cambiato poi molto. E la barzelletta su Pierino ne è la prova.

La barzelletta di Pierino e i 10 euro

La mamma apre il portafoglio e dice a Pierino:

«Pierino, guarda, se domani prenderai un bel voto in matematica, questi 10 euro saranno tuoi!»

L’indomani Pierino torna a casa tutto sorridente e dice alla mamma:

«Mamma, mamma, ho una bella notizia da darti!»

«Hai preso un bel voto?»

«No… la bella notizia è che hai risparmiato 10 euro!»

Perché fa ridere?

Questa barzelletta è un piccolo capolavoro di logica ribaltata. La mamma si aspetta un risultato scolastico, Pierino si aspetta i soldi — e invece nessuno dei due ottiene quello che vuole. Il colpo di scena finale trasforma una sconfitta in una “vittoria”: Pierino non ha preso un bel voto, ma riesce comunque a presentarlo come un lieto fine — almeno per il portafoglio materno. È l’incongruenza pura di cui parlavamo all’inizio: il cervello si aspetta una risposta, e invece riceve un paradosso. Questo meccanismo è universale, funziona a tre anni come a ottanta, e spiega perché Pierino — nonostante i decenni — continua a farci ridere.

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