La risata è una delle poche cose che accomuna tutta l’umanità, indipendentemente dalla lingua o dalla cultura. Ma cosa ci fa davvero ridere? Dal punto di vista neurologico, l’umorismo attiva il sistema limbico, la stessa area cerebrale coinvolta nel piacere e nella ricompensa. Ridiamo quando percepiamo un’incongruenza: il nostro cervello si aspetta qualcosa, e invece arriva qualcos’altro. È quella piccola sorpresa cognitiva che scatena tutto. E no, non siamo gli unici: scimpanzé, bonobo e persino i ratti producono qualcosa di simile alla risata durante il gioco. Certo, difficile immaginare un topo che apprezza una barzelletta, ma il meccanismo di fondo è sorprendentemente simile al nostro.
Anche gli antichi Romani avevano il loro senso dell’umorismo, tutt’altro che sobrio: si rideva soprattutto di deformità fisiche, di situazioni imbarazzanti e di figure socialmente inferiori. Cicerone dedicò addirittura una sezione del De Oratore all’arte del far ridere. Insomma, l’ironia ha radici profonde, e quella sui disastri domestici è un classico senza tempo.
La barzelletta: il rubinetto del lavandino
Marito e moglie partono in macchina per le vacanze. Dopo qualche chilometro, lei si agita:
«Giovanni, Giovanni, torniamo indietro! Ho dimenticato di chiudere il gas!»
«Non ti preoccupare.»
«Come non ti preoccupare?! Potrebbe incendiarsi la casa!»
«Ma no, questo è impossibile!»
«E come fai ad esserne tanto sicuro?»
«Perché io ho dimenticato aperto il rubinetto del lavandino.»
Perché fa ridere (anche se non dovresti)
Il meccanismo comico qui è un classico esempio di climax rovesciato: la moglie è in preda al panico per una distrazione che potrebbe causare un incendio, e il marito la rassicura con una sicurezza quasi irritante. Solo alla fine scopriamo il motivo di quella calma olimpica: anche lui ha dimenticato qualcosa, ma di tutt’altro tipo. L’allagamento è garantito, il gas non si accenderà mai. Il colpo di scena funziona perché ribalta completamente le aspettative e, soprattutto, perché entrambi i coniugi sono ugualmente disastrati — dettaglio che rende la scena universalmente riconoscibile a chiunque abbia mai fatto una valigia di fretta.
